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fiore lunare, opera d'arte di cesarina seppi
fiore lunare, opera d'arte di cesarina seppi

Il Fiore Lunare al parco delle Albere

L'opera d'arte di Cesarina Seppi è ora collocata nel parco delle Albere

La decisione di spostare l'opera scultorea è maturata nell'ambito del gruppo di lavoro costituito per progettare il completamento del parco con opere d'arte, stabilendone ubicazione e caratteristiche, e risponde anche ad esigenze di sicurezza e spazio.

La nuova vita per il Fiore Lunare inizia a poco meno di due mesi dal decennale della scomparsa di Cesarina Seppi, che ricorre il prossimo 29 dicembre.

L'artista trentina, nata il 20 maggio 1919, si formò a Venezia, dove conseguì la  maturità artistica e si diplomò col massimo dei voti e la lode al corso di pittura dell'Accademia di belle arti.Tornata a Trento, qui tiene la sua prima personale, nel 1943, ampliando negli anni successivi i suoi interessi artistici al mosaico e alla pittura, con viaggi di studio in Francia e in Germania, ma continuando a mantenere i contatti con l'ambiente artistico veneziano, trentino e milanese.Il suo forte legame con la città si esprime fin da quei primi anni: suoi sono i mosaici che nel 1950 vanno ad arricchire la stazione dei treni di Trento, appena restaurata dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, raccontando visivamente scene di lavoro e di vita quotidiana.
Inizia intanto ad insegnare alla Scuola d'arte di Trento e nel 1966 viene ammessa all'Accademia roveretana degli Agiati. A partire dal 1970 la Seppi inizia a realizzare le sue “sculture luminose”, formate da corpi in acciaio con inserimento di vetri  colorati illuminati dall'interno del corpo metallico, mentre dal 1977 si interessa alla scultura in bronzo e a quella in ottone dorato e nichelato.
Insignita nel 1972 del Drappo di San Vigilio, negli anni Settanta Cesarina divenne socia anche dell'Accademia del Buonconsiglio (oggi degli Accesi) e nel 1986 fu chiamata a far parte del Comitato scientifico triveneto per la cultura e le arti visive.
Nel 1988 tiene a Trento, nel rinnovato spazio espositivo di Palazzo Trentini, la sua prima mostra antologica. Nei suoi ultimi anni di attività l'artista trentina fu una delle anime del Gruppo di artisti trentini “La Cerchia”, guidato da Mariano Fracalossi, che ancora oggi continua a rappresentare un punto di incontro tra artisti diversi, in un rapporto vivo e vivificante con la città che ha nella pluralità e nell'incontro dei linguaggi artistici proposti al pubblico il punto di forza della sua proposta culturale.

Ecco come, in un'intervista rilasciata alla rivista L'eco delle Dolomiti, Cesarina Seppi parla della sua scultura Fiore lunare, donata alla città in memoria del poeta trentino Marco Pola: “Il lavoro l'ho fatto in memoria di Marco Pola, poeta, incisore, che ha fatto molto per gli artisti trentini del '900 dopo la guerra. Lo ricordo quando ci si incontrava al Circolo del Cavallino Azzurro e lui era solito scrivere e disegnare sui tavoloni di pietra. La scultura è in courtein, volevo sperimentare un nuovo materiale. Quello che esplode sopra è la poesia, sotto l'uomo; una tensione che vive nell'espressione che non vuole indicare né descrivere ma dichiarare una presenza. Protesa verso luoghi dove ci parlano le voci di dentro, ognuna sola col proprio universo di figure, non una voce ma pensieri non detti, concepiti e assimilati nel tempo, nella riflessione, dove prende origine la fiducia verso la fantasia, un contributo della finzione estetica, una possibile e difficile opportunità di innamorarsi sempre del presente. È stato un traguardo importante dopo due anni di duro lavoro, su e giù da Verona, raggiunto con tutto l'impegno, la fatica, ma superati serenamente nella volontà di offrire alla collettività, alla mia gente, un simbolo, una testimonianza di quella presenza sempre viva nella nostra storia trentina.”
E così proseguiva, parlando della sua terra e della voce delle montagne: “I ricordi più significativi della mia vita sono vincolati alle montagne. Tutte le mie forme vengono dalla montagna. Io ho interpretato la montagna a modo mio, come un personaggio; è stata una battaglia per capirla, dovevo scalarla, calpestare la terra. Amavo raccogliere fin da piccola le pietre più strane, i fossili che si possono trovare sulle dolomiti nell'Ampezzano come il megalodonte, spesso incastonato nei banchi massicci di quelle rocce e nelle falde detritiche sulla base delle pareti, testimone di una genesi ancora così viva e tangibile. Ero incantata dalle imponenti guglie delle montagne trentine, dai ghiacciai, dalle sorgenti cristalline. Quando vedo una montagna davanti a me è lei che domina, viva e misteriosa, con tutto l'incanto di cui si veste nei colori delle diverse stagioni. Tutte le sculture partono dalla montagna, anche fiore lunare.”

Oggi il Fiore Lunare torna a vedere le montagne, non le guglie affascinanti delle Dolomiti, ma i versanti più morbidi e cangianti con le stagioni del Bondone, la montagna di Trento, la città che Cesarina tanto amava.

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