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Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani

ostriche e vino
ostriche e vino

Come si mangiava e cucinava in antichità (anche) sulle sponde dell'Adige

Quando
fino al 31 maggio 2018 (chiuso lunedì)

Dove
Spazio archeologico sotterraneo del Sas, Piazza Cesare Battisti, Trento

Orario
da martedì a domenica ore 9-13 e 14-17.30

Descrizione

I reperti rinvenuti dagli archeologi nel sottosuolo di Trento e in altri siti nel territorio trentino testimoniano che nella Tridentum del I secolo a. C., nella X Regio, lontano da Roma e nel cuore delle Alpi, si degustavano cibi per il tempo raffinati e particolari. “Ostriche e vino. In cucina con gli antichi romani” getta uno sguardo sulle abitudini alimentari e la cucina in età romana sulle sponde dell'Adige.

Gli scavi in Trentino hanno restituito materiali particolari come i resti di griglie in ferro per mantenere i recipienti di cottura separati dal contatto diretto con il calore. Da  via Prepositura a Trento provengono le grandi teglie antiaderenti, adatte alla cottura di pane o frittate, prototipi di quelle anche oggi usate nelle nostre cucine. Dotate di un fondo ricoperto da uno spesso strato di vernice rossa con funzione impermeabilizzante, sono state rinvenute in un complesso produttivo attivo tra il I ed il III secolo d.C. Erano utilizzate per la cottura di pasti in larga scala all’interno di un “servizio mensa” destinato al personale che operava nell’azienda. Sempre a Trento, il sito di piazza Verzeri, oltre alle ostriche ha restituito un frammento di contenitore destinato a contenere del miele come suggerisce la scritta graffita mellis. Di notevole pregio (status symbol di un aristocratico locale) è il bicchiere in vetro bianco con pareti sfaccettate, rinvenuto ad Arco,  prodotto nelle officine renane, ispirato a manufatti importati dal Vicino Oriente.

Quanto alla dieta, prevaleva anche nel territorio trentino quella mediterranea a base principalmente di cereali, frutta e verdura, ma ricchissima di sapori, spezie e piante aromatiche come riporta Marco Gavio Apicio nel “De Re Coquinaria”. Il pasto consueto era a base di farine e legumi, attestati in grande quantità anche durante lo scavo di un’azienda agricola a Navicello presso Rovereto (soprattutto miglio e lenticchie e una varietà locale di frumento).

Accanto ai materiali in mostra non mancano ricette e suggerimenti gastronomici per chi volesse sperimentare ad esempio l'Epityrum a base di olive, i boccioli di rose al forno, la salsa afrodisiaca ai ricci di mare e le fave alla moda di Vitellio.

A cura di: Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento.

Informazioni utili

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Telefono: 0461492161
Email: uff.beniarcheologici@provincia.tn.it
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